Corso Fluviale

A 8 anni dai primi corsi base a Sarnico prende il via una nuova avventura. SI tratta del corso di canoa fluviale. Il corso è pensato per canoisti non alle prime armi ma gia in possesso della tecnica base. Con un'esperienza annuale o di almeno una trentina di uscite. Un buon equilibrio e perchè no in grado di effettuare la manovra dell'eskimo completano il profilo del candidato ideale per il corso. Il 23 Aprile quindi Anna, Dario e Paolo per primi hanno avuto l'emozione di buttarsi (è proprio il caso di dirlo) in questa avventura.



I corso è quindi pensato a persone motivate a fare un percorso di un certo impegno dove le ore di lezione non saranno meno di 15. Quindi tra prove di lancio della corda, nuoto in corrente e tecnica in acqua mossa l'impegno è costante.

Il corso fluviale prevede 5 giornate abbastanza intense per le quali è importante essere organizzati in modo da non mancare a nessuna. Ogni lezione dura circa 3 ore tra i preparativi e le prove in acqua più gli spostamenti. A seconda dei livelli del fiume ci rivolgiamo al Chiese, all'Oglio o al Brembo.


La prima lezione si svolge in acqua piatta per consentire all'istruttore di valutare il livello dei partecipanti. E' richiesta la conoscenza base e una dimestichezza a stare in canoa che normalemnte si acquisisce in un anno di attività o una trentina di uscite in canoa.

La seconda terza e quarta lezione invece sono dedicate alla sicurezza e alla tecnica in acqua mossa.


Terza lezione

Quarta Lezione


La quinta lezione, nella disponibilità dei livelli è invece dedicata alla discesa fluviale didattica. Si affronta un tratto di secondo grado di qualche chilometro con una varietà di situazioni: anse del fiume, rocce, dislivelli, morte, onde, ecc. In questi passaggi il corsista ha modo di misurare il proprio apprendimento e conoscere la realta di una discesa fluviale dove il fiume non mai uguale e può cambiare con il livello e con la conoscenza.
Con le parole di Eraclito, Panta Rei. Tutto scorre e tutto cambia. Non si entre mai nello STESSO fiume due volte.
Il fiume cambia e noi stessi cambiamo. Ogni incontro con l'acqua è unico e irripetibile.

L'apprendimento della tecnica dipende molto dalla familiarità che guadagnamo con l'acqua. E' infatti necessario fidarsi dell'acqua per poterne conoscere i segreti.
La rigidità e la diffidenza nell'esecuzione dell'esercizio preclude l'esperienza della sensazione di farsi trasportare dalla corrente: di assecondarne la forza per il piacere di cavalcare l'onda.

Gli esercizi sulla sicurezza in acqua servono anche a questo. Da un lato c'è la conoscenza della base del salvamento di se stessi e di chi è finito in acqua. Dall'altro c'è una consapevolezza nuova dell'acqua: per il canoista l'acqua non può essere nemica ma diventa un mezzo per la realizzazione di un sogno, una via per nuove esperienze e la gratificazione personale.

Benvenuti a tutti i corsisti, grazie a loro il Kayak Sarnico intraprende una nuova avventura seguendo l'esempio della FICT per una scuola canoa di Fiume, di Lago e prima o poi di Mare.





Aggiornamento UISP - Harnessing e schemi motori

Presso la sede del Canoa Fluviale Martesana, una serata dedicata all’Harnessing e schemi motori, tenuto dal formatore UISP-Sport d’Acquaviva Prof. Nunzio Mortelliti.

Nota:
Harness: briglie, imbragatura. L'utilizzo del termine in questo ambito sottintende la creazione, attraverso vincoli anche fisici, di una situazione in cui l'allievo ha modo di sperimentare posizioni e movimenti con lo scopo di assimilare in modo rapido ed efficace, quelle azioni e gesti funzionali alla pratica di interesse.

SCOPO

Questo appuntamento è stato un’ occasione per vedere il kayak oltre la sua vocazione amatoriale e turistica. Uno spunto per guardare metodiche e tecniche didattiche provenienti da altri sport, che possono essere mutuate e trasferite al kayak e altre discipline in genere.

Dall’esperienza di 37 anni di sperimentazione nell’insegnamento quotidiano con 9000 ragazzi , 22000 ore di lezione e dall’insegnamento approfondito dell’Atletica leggera, della Pallavolo, del Rugby, del Basket, del Nuoto, della Ginnastica artistica Nunzio Mortelliti propone un approccio per acquisire la consapevolezza del gesto in tempi brevi.

Argomenti dell'incontro:

  • introduzione
  • concetto di ripetitività
  • marcatori
  • analisi e scomposizione biomeccanica del gesto
  • obbligo di non ingenerare errori
  • visualizzazione e immagine motoria
  • principio della semplificazione del percorso tecnico
  • principio della inequivocabile percezione sensoriale fisica
  • concetti di serie e ripetizioni
  • utilizzo degli ausilii didattici
  • impostazione personale della conduzione didattica
  • tempi di spiegazione e di esecuzione
  • ritmo della lezione
  • la motivazione nella estremizzazione tecnica è possibile?


Molti i concetti proposti in questa serata. Ogni volta riportati alla dimensione del kayak e delle sue peculiarità.
Un'ottima occasione per ripartire da uno dei fondamentali per il successo di ogni associazione la didattica e la capacità di coinvolgere l'allievo di ogni età in un percorso formativo di medio e lungo termine. 
Un percorso che inizia con le lezioni del corso base e prosegue negli anni in un rapporto evolve da allievo-istruttore per diventare esperienza in attività condivise.




Aggiornamento UISP - Gestione del Rischio



Il 17 gennaio 2017, associazioni di canoa lombarde si sono ritrovate negli spazi del Canoa Fluviale Martesana di Cernusco sul Naviglioper un incontro relativo a “LA GESTIONE DEL RISCHIO”.
L'incontro, organizzato dal CFM nell'ambito UISP si inserisce in una serie di eventi legati ad Io ci Sono, iniziativa nata nel 2014 che ha come obiettivo di coinvolgere le associazioni di kayak/canoa con un calendario condiviso di eventi ricreativi, di formazione e di confronto.

I partecipanti, circa 40, hanno assistito alla coinvolgente presentazione da parte del Ten. Col. dell' Areonautica Militare Massimo Gelmini (nonchè canoista del CFM, istruttore di sopravvivenza ecc.) che, partendo dalle definizioni di “Pericolo” e “Rischio” (concetti legati ma completamente differenti), ha parlato di come affrontare in modo più consapevole l’aspetto legato al rischio presente nella vita quotidiana e nella pratica del kayak.
Sono stati inoltre presentati metodi, strumenti di prevenzione e sicurezza per riconoscere l’eventuale pericolo presente in un ambiente e quindi valutare il rischio ad esso legato in funzione del soggetto coinvolto.
L'esperienza del Te. Col. Gelmini è consultabile grazie al volume Parlare al Destino - Gestione relativistica del rischio situazionale.



Parlare al Destino

Tutti pensavano: “A me non potrebbe mai capitare”.
I tristi episodi di cronaca, che spesso vedono come protagonisti i bambini, sono narrati dai media, e quasi sempre dagli stessi sono “liquidati”, come “tragici colpi del destino”. In realtà tali eventi sono logiche conseguenze di azioni (omesse o commesse) sulle quali, con la giusta preparazione, si avrebbe avuta piena discrezionalità.
La causa prima di tali tragedie è l’inconscia trasposizione tra il concetto di “pericolo” e quello di “rischio”, tale per cui agli occhi di un adulto il rischio legato a un determinato ambiente, quale può essere una vasca da bagno, una pentola di brodo bollente, una piscina o il parcheggio di un cortile, erroneamente e inconsciamente viene scambiato per “pericolo”, assumendo così lo stesso valore per sé e per il bambino sul quale si sarebbe dovuto supervisionare.
Attenzione: mentre il pericolo proprio dell’ambiente in questione è il medesimo per entrambi (es. pericolo di annegamento, ustione, contusione, ecc.), il rischio per il supervisore e il supervisionato è completamente diverso!
Con questo volume si fornisce un metodo, uno strumento di prevenzione e sicurezza, che consentirà dapprima di vedere l’eventuale pericolo presente in un ambiente e, secondariamente, di valutarne il rischio ad esso legato in funzione del soggetto che frequenta l’ambiente in questione.

Massimo Gelmini

Nasce a Milano il 30/06/1969.
Dopo il Liceo Scientifico entra in Accademia Aeronautica con il ruolo di Pilota, laureandosi in Scienze Aeronautiche. Nel 1994 consegue il brevetto di Pilota Militare negli Stati Uniti presso la base di Sheppard (Texas). Rientrato in Italia viene assegnato al 50° Stormo (Piacenza) su velivolo Tornado per poi, nel 2001, passare al 6° Stormo come Istruttore di Conversione Operativa. Nel 2005 torna alla base di Piacenza. Nello stesso anno si laurea in Scienze Politiche (Diritto Internazionale) presso l’Università degli Studi di Trieste. Dal 2008 presta servizio presso il Comando Forze da Combattimento (Milano). Dal 2009 al 2013 dall’Aeronautica Militare viene impiegato in Protezione Civile come Pilota di velivolo Fire Boss nella campagna per la lotta agli incendi boschivi. È Istruttore di sopravvivenza, appassionato di alpinismo e sport acquatici tra cui Kayak, apnea e vela. Vive tra Monza e la provincia di Piacenza e ha tre figli.

 Nota

La gestione del rischio (risk management) è il processo mediante il quale si misura o si stima il rischio e successivamente si sviluppano delle strategie per governarlo. 
In questa sezione sono raccolti articoli e contenuti relativi alla gestione del rischio situazionale operata dall'associazione fin dai suoi inizi. Nata come esigenza del "buon padre di famiglia" si è sviluppata con la formazione continua e la continua attenzione alle buone pratiche di sicurezza.

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