Francesco Salvato




Francesco Salvato è nato a Padova, classe 1962, fino al 1981 ha sempre creduto che gli sport all’aria aperta e l’alpinismo fossero la sua strada, finché un casuale giro in kayak in un lago non lontano dalla sua città gli ha aperto un mondo, è stata un’illuminazione. Un anno dopo era già istruttore del Canoa Club di Padova e nel 1989 diplomato all’ISEF. Nel frattempo, aveva aperto la prima scuola di kayak in Slovenia, sul Soca, la Alpin Kayak, esperienza molto positiva ma durata pochi anni a causa dello scoppio della guerra.

Nel 1998, Salvato e la moglie fondano la Free Flow Kayak in Val Pellice e Val Chisone, in Piemonte. Campione italiano di canoa free ride e free style e mondiale a squadre kayak free ride, allenatore e maestro di canoa, guida rafting, coordinatore del corso maestri e dal 1999 atleta del team Teva Italia, autore di tre manuali e di articoli su riviste di settore e non, docente universitario a Udine e Camerino, protagonista di prime discese assolute o integrali sia in solitaria che in team internazionali, con le sue spedizioni s’è avventurato per i fiumi del Cile, Costa Rica, Nepal, Stati Uniti, Zambia, Etiopia, California, Ecuador. Con lo slide show Il kayak nelle valli olimpiche ha illustrato le possibilità che le valli olimpiche, grazie alle loro varietà di percorsi, offrono per gli sport fluviali. Del 1994 è invece il suo Zambesi: Paddling the Batoka Gorge, documentario, fra i più belli realizzati in Italia sul mondo del kayak, che racconta la spedizione di alcuni canoisti lungo il fiume Zambesi fino al lago Kariba, percorrendo le Gole Batoka. Un viaggio evocativo, per il pubblico, pensando a una delle “zone più affascinanti dal punto di vista paesaggistico” e interessanti sotto il profilo “storico-esplorativo” con le “cascate Vittoria” a ricordare “inevitabilmente” David Livingstone, l’esploratore e missionario di origine scozzese.

Alone on the River, realizzato in Nepal nel 2012 e che ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari film festival internazionali, racconta invece l’avventura di cinque canoisti di fama internazionale – oltre a Francesco Salvato, lo svizzero Ron Fischer, i francesi Raphael Thiébaut e Stéphane Pion, il ceco Jakub Sedivy – dai vicoli di Katmandu, dopo nove giorni di trekking con tre passi oltre i cinquemila metri, alla discesa, grazie al collegamento dei tre fiumi Langu Kola, Mugu Karnali e Humla Karnali, fino ai centonovanta metri della pianura indiana, a Chisapani. Un’avventura, fra paesaggi di neve, pietra e acqua, con i cinque che hanno affrontato “difficoltà estreme stivando negli spazi ristretti del kayak tutto il necessario per sopravvivere un mese”.

Nel libro, In Kayak Francesco condivide la sua vita, le percezioni e le scelte che l'hanno portato a dedicare la sua esistenza al kayak.

In modo autentico, sincero e a volte poetico, racconta le sue spedizioni più importanti; i resoconti delle solitarie diventano un viaggio nel suo animo di uomo combattuto tra la voglia di mettersi alla prova, per trovare una connessione con il fiume, e tutte le sue paure.



Un libro introspettivo e cromatico dove il fiume diventa un essere vivo, pulsante tutto da scoprire.

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