Il Rischio in Canoa

Un mondo di opportunità e qualche pericolo

Da millenni l'uomo costruisce ripari per proteggersi dai pericoli dell'ambiente, ha sfidato con successo tutti gli elementi e abita stabilmente tutti i continenti affrontando quotidianamente pericoli. 
Gli stessi pericoli li ritroviamo oggi  ma dobbiamo aggiungere quelli che l'uomo stesso ha generato (inquinamento, opere, macchinari). E' allora importante quando decidiamo di uscire per dedicarci alle attività ricreative, sportive, didattiche e  sociali conoscere i pericoli, saperli individuare, essere in grado di mettere in pratica le misure di prevenzione e di protezione per ridurre il rischio di incidente.

Pericoli 

Definizione secondo il libro (Parlare al Destino - Massimo Gelmini)
  • Tossico/animale: entrare in contatto con acqua contaminata, presenza di parassiti, vespe/api/calabroni-shock anafilattico
  • Umano: disattenzione, imperizia, abuso (alcool, droghe)
  • Ambiente: freddo, caldo, maltempo, fulmini, grandine
  • Fuoco: fonti termiche, elettriche, chimiche, radianti. Pur essendo canoisti non stiamo solo in canoa: nelle attività sociali, dalla grigliata al campeggio nautico in compagnia siamo esposti a vari pericoli.  
  • Aria: caduta nell' imbarco/sbarco, urti contro rocce o altre imbarcazioni. Carico e scarico dei mezzi.
  • Terra: Canoe, pagaie che possono muoversi e far male. Attività di carico e scarico. Soprattutto in presenza di bambini occorre fare la massima attenzione. Altro elemento importante: il trasporto delle canoe sul portapacchi.
  • Acqua: nello sport acquatico siamo immersi nell'elemento acqua. Bastano davvero pochi centimetri per una persona in difficoltà, soprattutto un bambino, per creare un serio rischio di incolumità.

Prevenzione

Sono atti di prevenzione tutti gli ausili, pratiche, misure atte ad impedire l'interazione della persona con il pericolo. Oltre alle nozioni tecniche,  la formazione serve dare un'attitudine alla pratica sicura dello sport stesso.  Come non farsi / fare male ha la stessa importanza di come raggiungere una buona prestazione. Assieeme alla formazione di base è importante avere nozioni di soccorso su cosa fare e non fare durante la pratica sportiva. 
Chi avvisare, cosa controllare prima di uscire (condizioni personali, dell'attrezzatura, conoscenza della località dove andiamo apraticare, condizioni meteo, riferimenti del soccorso.)

Pianificare l'esperienza consente di circoscrivere i problemi evitando che diventino emergenze. La preparazione del percorso, le mansioni  e responsabilità nel gruppo sono elementi in grado di prevenire comportamenti ed eventi che potrebbero innescare emergenze. 

Ecco l'elenco di quanto messo in campo da Kayak Sarnico

Formazione
  • Stretching e riscaldamento prima dell'impegno fisico
  • corso base
  • corsi autosalvamento ed eskimo 
  • corso rescue - nozioni di salvamento
  • sensibilizzazione degli associati a partecipare alle attività di aggiornamento 

Comunicazione
  • riferimenti (registro uscite, destinazione, parenti)
  • mezzi di comunicazione (cellulare, specchietto)
  • promozione dell'uso del fischietto 

Informazione
  • condizioni psico-fisiche adeguate (in regola con il certificato medico)
  • previsioni meteo, da consultare prima della partenza. Caldo, freddo, vento, pericolo temporali.
  • conoscenza del posto: manifestazioni in corso, navigazione battelli, punti di attracco sicuri
Organizzazione
  • team. Chi fa cosa. Chi prende le decisioni.
  • generi di conforto (cibo, acqua)
  • attrezzatura (pagaia di scorta, corde, coltello, kit primo soccorso, manutenzione e pulizia)
  • imbarcazione in ordine (pulizia da insetti o piccoli animali, gavoni chiusi, sacchi di galleggiamento, tappo chiuso)
  • briefing e debriefing delle esperienze


Protezione

Sono misure di protezione tutti gli asusili tali da ridurre o abbattere il danno nel momento in cui entriamo in contatto con una fonte di pericolo.

Abbigliamento
  • intimo (termico)
  • giacca d'acqua
  • muta
  • tuta stagna
  • guanti/moffole
  • scarpe (adatte a camminare su terreno accidentato e scivoloso)

Dispositivi di Protezione Individuale
  • giubbino galleggiamento
  • casco
  • pelle: crema solare, crema insetti, 
  • occhi: occhiali da sole
  • protezioni gomiti, gambe.


Queste nozioni si possono applicare concretamente e Kayak Sarnico le porta avanti in vari modi. Ecco qualche esempio.

 Diario di una gita in canoa

Mi sono preso la responsabilità di organizzare un'uscita con amici.  La guida del gruppo sarò io ma servirà la collaborazione di tutti.
Conosco il lago perchè vivo in questa zona ma controllo il meteo prima di uscire. I miei compagni, per essere iscritti all'associazione hanno presentato certificato medico ma comunque organizzo un'uscita in base alle capacità mie e dei miei compagni quindi concordo con loro la destinazione e i tempi.

Chi porta una pagaia di scorta e un kit di pronto soccorso. Importante che tutti abbiano acqua e generi di conforto.

Nel tragitto ci rendiamo visibili alle altre imbarcazioni, evitiamo di passare troppo vicini ai pontili.
Quando facciamo una sosta non abusiamo di cibo e di alcoolici.

Teniamo un' andatura compatibile con le condizioni fisiche di chi fa più fatica o con canoa meno performante.
Teniamo il conto dei componenti del gruppo. Segnaliamo eventuali difficoltà in modo da rimanere uniti.
Per chi ha un crampo e non riesce a rientrare c'è una corda e due canoe che si aiutano nel traino. E' una manovra che abbiamo imparato, perderemo poco tempo e arriveremo assieme.

Al rientro, una breve riunione per segnalare eventuali contrattempi od occasioni di discussione. La prossima volta ne terremo conto.



Diario della discesa del Chiese

Ci troviamo all'imbarco, ognuno con la sua attrezzatura. I principianti portano la loro determinazione ad apprendere e ad ascoltare le indicazioni di chi li guida. Un leader che pernde le decisioni.

Ci si prepara con un po' di allungamenti e poi via con l'attrezzatura. Ci guardiamo: chi non ha allacciato il caschetto, chi non ha chiuso il giubbetto, tappo della canoa....
Sbarco a lavatoio, ora prevista le 19.
Difficoltà secondo grado. Chi apre  si ferma sempre 30 m prima della rapida per consentire la valutazione del passaggio. Poi si riparte.

Ok siamo in 5 . Chi apre , chi chiude. Si parte.
Sempre un occhio a cosa ci sta attorno, non ci distraiamo. L'acqua scorre sempre e noi con lei. 
Lontani dai rami e dai manufatti. 
Uomo a bagno , tutti fermi ad aspettare o ad aiutare il recupero.
Chi decide di uscire e non fare la rapida lo comunica a leader. Ci aspetterà per il recupero e non ci sono problemi. 

Al rientro una breve riunione per segnalare eventuali contrattempi od occasioni di discussione se non problemi.  





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