1 - 10 - 1 : La regola del freddo

La passione che ci accomuna porta molti di noi ad uscire anche durante la stagione invernale. Personalmente ritengo che pagaiare nei mesi freddi sia bellissimo, potrei quasi dire che è la mia stagione preferita. Vorrei però far riflettere chiuque voglia fare uscite in kayak in questo periodo: l'acqua è fredda! Sembra una banalità, ma è molto più fredda di quello che ci si aspetta, soprattuto non si conoscono gli effetti che subiamo in caso di bagno improvviso.

La temperatura dell'acqua del lago è di circa 10°C in inverno e in pochi hanno sperimentato direttamente un'immersione in queste codizioni. Non siamo abituati a quella temperatura e il nostro cervello sottostima il pericolo, ritenendo che non sia troppo diverso da quando abitualmente si fa il bagno d'estate. Oltretutto la maggior parte delle volte c'è bel tempo, quindi il sole scalda l'aria e si avverte un po' di tepore. Perchè quindi preoccuparsi più di tanto? Una volta chiuso il paraspruzzi il kayak si scalda e si potrebbe pagaiare per delle ore. Io stesso, quando iniziai a fare kayak, ho attraversato il lago a gennaio in pantalocini corti e felpa.

Si stava bene, il lago era uno specchio, l'acqua era fredda, ma tanto ero seduto nel kayak. A pensarci adesso riconosco di aver fatto una grande idiozia, perché non avevo mai riflettuto sulla reazione del corpo in acqua fredda. In caso di ribaltamento le condizioni cambiano immediatamente: il corpo riceve uno shock termico, si passa dai 20-30°C percepiti con il k-way o la felpa a 10°C o meno. L'acqua arriva a contatto del corpo e inizia a disperdere calore, dalle 30 alle 50 volte più rapidamente dell'aria.

Superato lo shock siamo in balia del lago e iniziamo a sentire freddo, mentre i vestiti sono inzuppati d'acqua: le nostre condizioni fisiche determinano quanto tempo abbiamo prima di perdere la capacità di controllare gli arti (difficoltà a muovere le dita, a stringere con forza, a muoversi in generale), e prima di iniziare a tremare senza controllo. Se la temperatura dell'acqua va da 4°C a 10°C (come il nostro lago in inverno) una persona ben allenata ha circa 30 - 60 minuti prima di essere completamente esausto e svenire. Il problema non è, come spesso si pensa, l'ipotermia, quella interviene molto dopo la caduta in acqua, ma il tempo utile per portarci fuori dal pericolo, quando il corpo risponde ancora ai nostri comandi.

1-10-1 La regola è un modo semplice per ricordare le prime tre fasi di immersione in acqua fredda e il tempo approssimativo di ciascuna fase.

  • 1 - SHOCK (DA) FREDDO

    Un primo respiro profondo e improvviso seguito da iperventilazione e aumento della frequenza cardiaca. Lo shock da freddo passerà in circa un minuto. Durante quel periodo concentrati su come evitare il panico e ottenere il controllo della tua respirazione. Indossare un giubbotto di salvataggio durante questa fase è di fondamentale importanza per tenervi a galla, respirare, evitando di aspirare acqua.

  • 10 - INCAPACITAZIONE DA FREDDO:
    Nei circa dieci minuti successivi, perderai l'uso efficace di dita, braccia e gambe per qualsiasi movimento significativo. L'insufficienza nuotatoria si verificherà entro questi minuti critici e se ti trovi in acqua senza un giubbotto di salvataggio, probabilmente si verificherà l'annegamento.

  • 1- IPOTERMIA:
    Anche in acqua ghiacciata, potrebbe essere necessaria circa un'ora prima di perdere conoscenza a causa dell'ipotermia. Dovresti conoscere le tecniche su come ritardare l'ipotermia, l'autosoccorso e chiedere aiuto per aumentare le tue possibilità di sopravvivenza.

Nota. L'acqua fredda può anche paralizzare istantaneamente i muscoli, rendendo estremamente difficile indossare un giubbotto di salvataggio. È importante ricordare che lo shock da acqua fredda può verificarsi durante tutto l'anno, anche durante i caldi mesi estivi, quando la temperatura dell'acqua rimane più bassa dell'aria esterna (molto calda a causa del sole).


Ecco quindi alcuni spunti di riflessione: - In caso di ribaltamento siamo in grado di rientrare in kayak in 5 minuti con manovre di salvataggio assistito o autosalvataggio? - Nel caso fosse necessario nuotare fino a riva, riusciremmo a farlo in 5, massimo 10 minuti? Siamo sottocosta o stiamo tendando una traversata? -

Le mani dopo quanto tempo in immersione riescono ancora a muoversi per poter afferrare cime, un altro kayak.. etc? Bisogna quindi rimandare le uscite e aspettare la bella stagione?

Assolutamente no, conoscere il lago e il kayak d'inverno è un'esperienza stupenda, se fatta con precauzione:

  • una muta in neoprene, anche di 3 o 4mm è sufficiente per ridurre drasticamente lo shock termico e tiene caldo una volta bagnata, dando quindi tranquillità e tempo per eseguire le manovre necessarie.
  • calzari, guanti o moffole e una cuffia in neoprene eviteranno di perdere calore dalle parti del corpo più esposte, dandovi ulteriore tranquillità nell'eseguire le manovre di salvataggio.
  • una giacca stagna aggiunge uno strato di protezione al torso, dandovi ulteriore tempo in immersione.
  • imparare e praticare costantemente le manovre di salvataggio e autosalvataggio, saper cosa fare e saperlo fare nel minor tempo possibile rende un bagno improvviso in un evento da ricordare al bar anziche in un incidente pericoloso.
  • uscire in compagnia o lasciare sempre detto il proprio itinerario
  • avere sempre a disposizione un mezzo per chiamare aiuto. Basta un cellulare in una custodia impermeabile. L'ipotermia arriva dopo almeno un'ora, se non siamo in grado di rientrare in kayak o di tornare a riva chiamiamo aiuto e chiudiamoci in posizione fetale per risparmiare calore ed aspettate i soccorsi.
  • Nuotare non scalda, anzi brucia inutilmente energie.

Buone pagaiate in sicurezza!

Questo articolo non ha la pretesa di sostituirsi alla partecipazione ad un serio corso di sicurezza. Qui sono riportate note ed esperienze per far nascere la consapevolezza che ogni pericolo deve essere noto e gestito con la necessaria preparazione.

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