La Pagaiata


TECNICA DI BASE DELLA PAGAIATA IN KAYAK DI ACQUA PIATTA

Per tecnica di base si intende la tecnica da insegnare ai neofiti affinche' questi apprendano le basi fondamentali del pagaiare. Analizziamo ora come punto di partenza la posizione che il pagaiatore deve assumere sulla sua imbarcazione:

Posizione di base.
E' basilare la descrizione della posizione corretta che l'atleta deve assumere sull'imbarcazione. Perche' si possano realizzare le varie fasi che costituiscono il ciclo di pagaiata  necessario assumere la corretta postura. Nell'imbarcazione il corpo dell'atleta deve trovare appoggio sui tre seguenti punti:

gli ischi sul sedile;

i talloni poggiati sul fondo dell'imbarcazione;

gli avampiedi poggiati sul puntapiedi (o pedaliera).


Esaminiamo adesso la corretta posizione dei segmenti corporei:

l'angolo formato tra le gambe ed i piedi dovra' essere di 95 gradi, i talloni uniti e gli avampiedi leggermente divaricati;

l'angolo formato tra gambe e cosce sara' di 140 gradi con le ginocchia leggermente l'angolo formato tra il tronco e le cosce sara' di 70 gradi;

Tali posizioni sono la base fondamentale perche' possa essere eseguita una tecnica corretta; ogni variante sarebbe compromettente al raggiungimento del miglior risultato possibile per l'atleta. (fig 1).



Fig.1

Nell'impostare l'atleta in canoa si dovra' porre attenzione su alcuni particolari: la schiena e le gambe non dovranno essere a contatto con alcuna parte della canoa; le spalle e il capo devono essere mantenuti in una posizione naturale. Dopo aver analizzato la posizione che il pagaiatore assume in kayak vediamo come egli deve tenere la pagaia, mezzo di propulsione della sua imbarcazione. La distanza dell'impugnatura della pala deve essere tale da consentire un lavoro utile in acqua e varia a seconda delle misure antropometriche dell'atleta (altezza tronco- larghezza arti superiori, eccedenza) e dall'altezza del sedile: essa oscilla da 10 a 15 centimetri ma pu˜ anche raggiungere i 20 e 25 (in equipaggio atleti "corti" ma forti) La pagaia va impugnata con presa delle dita non eccessivamente rigida se non nella fase di passata in acqua; nelle altre fasi l'impugnatura si allenta fino a poter sostenere il solo pes˜ della pagaia. Per passare ora all'analisi della pagaiata,  bene ricordare che si tratta di un movimento ciclico (cio ripetizione continua degli stessi movimenti), continuo e non frazionabile, anche se ai soli fini tecnici e soprattutto didattici,  opportuno distinguere nel ciclo di pagaiata 4 fasi distinte. Esse sono:

1) Posizione d'attacco o presa d'acqua.

2) Passata in acqua, propulsione.

3) Estrazione o svincolo.

4) Fase aerea con cambio di lato.


1 Posizione d'attacco

é questa la fase che da' inizio al ciclo di pagaiata, nella quale il corpo dell'atleta assumera' le seguenti posizioni: il tronco sara' in posizione di massima torsione; la spalla di attacco allungata in avanti fino ad arrivare oltre il mento, mentre il braccio sara' disteso in avanti posizionato orizzontalmente rispetto alla linea dell'acqua; la spalla di spinta si trovera' spostata all'indietro oltre il capo, il corrispondente braccio sara' flesso e formera' un angolo di 90 gradi con l'avambraccio, il pugno sara' posizionato all'altezza della fronte ; il bacino effettuera' una rotazione in avanti dalla parte dell'attacco e la corrispondente gamba avra' una flessione fino a raggiungere un angolo di 130 gradi tra la coscia e la gamba. Dalla parte opposta il bacino sara' ruotato all'indietro e l'angolo tra gamba e coscia dovra' essere di 150 gradi. (fig.2).



Fig.2

2 Passata in acqua

Prima fase: in tale fase  predominante la spinta delle gambe corrispondente alla trazione e la relativa torsione inversa del tronco. In questa fase il braccio di trazione, rimanendo teso, ricevera' e trasmettera' alla pagaiata potenza derivante dalla spinta della gamba e della torsione del tronco, tale trazione sara' continuata fino al raggiungimento della posizione verticale della pagaia, le spalle saranno sulla stessa linea perpendicolare rispetto all'asse longitudinale dell'imbarcazione e le gambe avranno raggiunto la stessa angolazione tra loro. Durante tale prima fase di trazione si iniziera' con il braccio di spinta l'estensione nella quale il pugno seguira' una traiettoria parallela alla linea dell'acqua. (fig.3 a,b,c)



Fig.3 a,b,c.

Seconda fase: in questa fase saranno continuate la torsione del tronco e la spinta della gamba ed iniziera' la flessione del braccio fino a raggiungere, con l'avambraccio, un angolo minimo di 90 gradi. Contemporaneamente il braccio di spinta completera' l'estensione ed il pugno, seguendo una traiettoria parallela alla linea dell'acqua, sara' fissato all'altezza della fronte. (fig.4 a,b,c)



Fig.4a,b,c.

3 Estrazione

Conclusa la passata in acqua, con un movimento che dovra' essere eseguito con rapidita' (per non frenare la corsa della barca), avra' inizio la fase di estrazione chiamata anche svincolo. Il braccio di spinta sara' tenuto nella posizione raggiunta alla fine della seconda fase della passata in acqua e manterra' la posizione fino all'inizio del nuovo ciclo di pagaiata tale fase sara' esclusivamente a carico del braccio di trazione, che verra' ruotato verso l'esterno, senza che sia variato l'angolo raggiunto con l'avambraccio alla fine della seconda fase di passata. Contemporaneamente il pugno sara' sollevato verso l'alto fino al momento in cui la pagaia non sara' uscita dall'acqua, dove avra' inizio la fase aerea. (fig.5 a,b)



Fig.5 a,b

4 Fase aerea

Questa  la fase in cui ha termine un ciclo di pagaiata ed inizia il successivo. Se effettuata in massima decontrazione permette il recupero delle masse muscolari precedentemente impegnate nella fase propulsiva. Come nella fase di estrazione anche tale fase sara' esclusivamente a carico del braccio di trazione, che mantenendo invariato l'angolo con l'avambraccio, completera' la rotazione verso l'esterno con l'innalzamento del pugno verso l'alto fino a raggiungere l'altezza dell'orecchio. Tale movimento rotatorio e di spostamento verso l'alto permettera' alla pagaia di effettuare il giro utile per il cambio di lato. é questa la fase che pur non essendo propulsiva va effettuata con la massima attenzione per cercare la maggior decontrazione dei muscoli interessati al successivo ciclo di pagaiata. (fig.6 a,b,c)




Fig.6a,b,c.

Errori e difetti

Dopo aver analizzato la tecnica elementare di pagaiata vediamo ora gli errori e di conseguenza i difetti nei quali pu˜ incorrere il pagaiatore. Anche qui scomporremo la pagaiata in quattro parti come nella descrizione della tecnica, e ci˜ per facilitarne la comprensione da parte del lettore. Sono state elencate quelle azioni sbagliate che comportano oltre ad un minore rendimento, anche disturbi di natura articolare e muscolare in quanto le leve ossee non lavorano adeguatamente ed i muscoli in maniera scorretta o comunque non si trovano nella loro posizione ottimale per dare un rendimento massimo.


Fase d'attacco o presa d'acqua

l) Presa d'acqua con pala di taglio rotata in fuori o in dentro (ricerca della massima resistenza): ridotta superficie della pala; scivolamento della pala in acqua; ricerca della stabilita' appoggiandosi all'acqua.

2) Presa d'acqua con polso flesso o esteso (mano non allineata con l'avambraccio):diminuzione del rendimento dell'arto traente;irrigidimento e dolore della muscolatura dell'avambraccio.

3) Presa d'acqua lontano dal bordo dell'imbarcazione: posizione non utile per l'arto traente; fa serpeggiare l'imbarcazione.


Passata in acqua o propulsione

1) Presa d 'acqua e passata con pala parzialmente immersa (minor resistenza della pala in acqua):ridotta superficie della pala;conseguente innalzamento della spalla di trazione minore avanzamento.

2) Affondamento esagerato della pala:inutile dispersione di energia.

3) Pagaiata semi circolare eseguita lontano dal bordo della imbarcazione:imperfetta posizione dell'arto traente;fa serpeggiare l'imbarcazione e viene eseguita solitamente da atleti con problemi d stabilita';tecnica per il controllo della direzione nella canoa fluviale.

4) Pagaiata con attacco forte e conclusione debole o viceversa:sfruttamento sfavorevole del ritmo di lavoro;riduzione di energia utile.oscillazione imbarcazione e scivolamento non costante.

5) Pagaiata con innalzamento della spalla di trazione:pagaiata pi corta;sfruttamento incompleto della rotazione del busto;cambiano le angolature utili dell'arto;lavoro e carico esclusivo delle braccia;limitazione dell'ampiezza dei movimenti; rigidita' di movimento rollio dell'imbarcazione.

6) Propulsione eseguita con solo movimento delle braccia:affatica enormemente la muscolatura delle braccia;non utilizza la forza del tronco.

7) Propulsione eseguita a braccia rigide sfruttando la flessione ed estensione del tronco:poca coordinazione dei movimenti e mancanza di ritmo;beccheggio dell'imbarcazione.

8) Pagaiata con un braccio o ambedue le braccia contratte: parziale utilizzazione della meccanica di voga

9) Pagaiata con sola spinta delle braccia:pagaiata pi corta.

10) Pagaiata eseguita verticalmente con contemporanea trazione delle braccia: giusto lavoro meccanico per ci˜ che riguarda la pala in acqua, ma sfavorevole applicazione della forza.


Estrazione o svincolo

1) svincolo lento: indugiare sul finale della passata in acqua senza compiere velocemente lo svincolo o il fermarsi in fine passata con la pala in acqua causa un rallentamento alla velocita' dell'imbarcazione (a volte viene utilizzato come appoggio effettuato con il dorso della pala).

2) spinta verso il basso dell'arto apposto a quello che effettua lo svincolo: un lavoro maggiore a carico dell'arto di svincolosollevamento d'acqua con la pala situazione sfavorevole per l'azione che segue cio il cambio di lato.

3) Spalla alzata al momento dello svincolo: rallentamento dello svincolo, del movimento di rotazione del busto e della velocita' dell'imbarcazione; palata piu' corta

4) Alzare il gomito al momento dello svincolo:sollevamento d'acqua con pala; interruzione del ritmo;scarsa velocita' di esecuzione del movimento.

5) Svincolo con polso flesso:sollevamento d'acqua; tempo di svincolo prolungato; aumento del lavoro per il polso e i muscoli dell'avambraccio.

6) Svincolo con movimento in fuori dell'avambraccio:scivolamento della pala;pagaiata più corta;sfavorevole posizione del braccio in preparazione alla fase di cambio. Fase aerea Fase aerea non completa o quasi inesistente; rigidita' muscolare soprattutto delle spalle e delle braccia; comportano la mancanza di scorrimento dell'imbarcazione e di recupero delle fasce muscolari interessate.

Altri errori:
l) Fermarsi troppo a lungo con la pagaia in aria: movimento aritmico; diminuzione della velocita' del movimento.

2) Battere la pala sull'acqua in fase di attacco, causa: contraccolpi nocivi alla muscolatura dell'avambraccio; ritarda l'azione di trazione dell'avambraccio; entrata rumorosa in acqua.

3) Oltrepassare con il pugno dell'arto di spinta il piano sagittale dell'imbarcazione: (incrocio) non viene rispettata la linea d 'azione di trazione e spinta, compiendo cos“ un lavoro inutile e dannoso; rallenta lo svincolo; non utilizza totalmente la meccanica della pagaiata; eccessivo prolungamento nella fase di trazione;spinta non efficacie perche' non in linea con la direzione dell'imbarcazione.


Per Informazioni:
CSI Kayak Sarnico, via Liberta' , 35 CEL. 335 6786551

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